Mi ha parlato del suo ultimo libro [Il giorno prima della felicità] che non ho ancora letto, ma sembra interessante da come ne ha parlato e ne ho sentito parlare. Non l'ho preso nemmeno stasera, ogni cosa a tempo debito, nel momento giusto e formato giusto, possibilmente tascabile ed economico :-) .
Il colloquio tra me e lui, perchè si vedeva che stava parlando con me e non con tutti, è stato davvero bello ed emozionante. Non che io sia una sua fan sfegatata, ho letto tre suoi libri in tre momenti diversi della mia vita, una regalato, uno consigliato e uno scelto. Mi sono piaciuti molto e li consiglio pure a voi.
Faceva tenerezza sentirlo parlare, due occhi che trasudano le fatiche del passato, ne hanno viste di cose quegli occhi, di fatiche, di guerre, di miserie. Le sue rughe, cavoli. Le sue rughe erano solchi.
L'ho ascoltato per tutto il tempo e mi sono messa in fila alla fine.
Tutti lì col libro e io, fiera, con la mia moleskine rossa in attesa di una sua dedica, un suo sguardo ,una sua parola. Gliel'ho pure detto di scrivere pure su quella pagina vuota, che tanto avrei strappato per appiccicarla al mio libro preferito, Il contrario di uno.
Da "Il contrario di uno", Erri De Luca.
"Siamo quasi fuori, anche se non si vede la cima. Siamo due; non il doppio ma il contrario di uno e della sua solitudine sufficiente. La corda s’ammucchia sopra i piedi, lei si avvicina e io le guardo il nodo stretto in vita. Non per controllare se è a posto, ma per affetto verso un’alleanza di corda. ‘Che stai guardando?’ dice la sua voce. ‘Guardavo il tuo nodo.’ Se lo controlla: ‘È a posto, no? Si può sapere che pensi?’ ‘Al numero due,’ rispondo."
