venerdì 30 ottobre 2009

Portoghese for dummies (lezione n.1, Sport)

Apro questa nuova rubrica perchè sono altruista e generosa e voglio insegnare anche a voi questa strana lingua.
Oggi parliamo di sport.
Sembra che il portoghese non derivi dal latino o dal greco, ma da una bel più moderna lingua anglosassone.

Pallacanestro: basquetebol
Pallavolo: voleibol
Pallamano: andebol

Dovete cercare di pronunciarle come lo farebbe una nonnina siciliana dopo essere stata a lezione di inglese da Mike Bongiorno.

giovedì 29 ottobre 2009

A noi, halloween, proprio non piace

Quando ero piccola, mica esisteva. Perchè dobbiamo importare queste americanate? Voglio dire, se voglio vestirmi in maschera aspetto Carnevale, oppure faccio una festa a tema, no? Ai tempi dell'università si facevano, e si fanno pure ora. Mah.
Ricordo che l'anno scorso, dal tardo pomeriggio del 31 ottobre il campanello di casa ha suonato ininterottamente per ore, e io proprio non avevo niente per i bimbetti, nè dolci, nè caramelle. Avevo solo i confetti avanzati dal matrimonio tre mesi prima, non apprezzati. Allora ad un certo punto alla loro domanda Dolcetto o scherzetto, ho risposto Scherzetto, tanto voglio dire mica mi uccidono. Mi hanno guardata in faccia con aria che si addiceva proprio al loro travestimento, hanno preso in mano bombolette schiumose e dai colori assurdi tipo fucsia o verde acido e le hanno sparate ovunque, che c'ho messo una settimana per far sciogliere il colore dal cotto dell'entrata di casa. Per fortuna qui a Lisbona abitiamo al quarto piano, senza ascensore, quindi come minimo gli viene na sincope se provano a salire.

Ad ogni modo ieri sono andata in un mega centro commerciale in cerca di finferli, per fare un buon risotto. Una volta si andava in montagna, ora si va a negozi. Gironzolando ho notato che qui non c'è sta gran passione per halloween, ho visto due maschere (che più che altro sembravano di zorro) e basta, nemmeno zucche! non ci sono zucche, ho cercato mezzora, niente. Nè da decorare, nè da mangiare. Le uniche che ho visto son quelle di plastica, in un negozietto che vende vestiti e addobbi per feste, l'unico completamente arancione e pieno di ragnatele e mostri.
Insomma, qui sembra si siano salvati dal fenomeno.
Ad un certo punto però sono arrivata davanti alla vetrina di Akì, ho visto questo e mi è salita la tristezza.


Mancano ancora due mesi cavoli!!! io sto ancora pensando all'estate, visto che poi fa ancora caldo. No no, è troppo! Vi farei notare, inoltre, che qui Gesù bambino è già nato.

lunedì 26 ottobre 2009

La costante

E' una costante. Ogni volta che si fanno BBQs, ritrovi, giornate in spiaggia, insomma, una qualsiasi cosa che aggrega persone e che le fa partecipare attivamente ad una qualsiasi forma di sport, qualcuno si fa male.
Sabato, BBQ a Monsanto (per i padovani: praticamente i colli). Mangiata colossale e poi partitona a basket per smaltire.
Nell'ordine:
- occhio arpionato da dito indice ad un portoghese durante uno scontro. Ora abbiamo un amico guercio.
- cinque punti di sutura sul sopracciglio di un iraniano che, dopo aver fatto un salto di un metro per prendere la palla, si è sflacellato la testa sul palo del canestro.
Partita sospesa.
Si dice che gli infortuni fossero in realtà simulazioni per far saltare la partita visto che entrambi i giocatori appartenevano alla squadra in svantaggio.

O forse venivano semplicemente distratti dalla vista che si aveva dal campo, davvero spettacolare:

Pubblicità ingannevole

E' da un pò che qui gira questa pubblicità che definirei fastidiosissima, per almeno due motivi:
1) il tono che le cantanti raggiungono nella canzoncina fa abbaiare tutti i cani del Portogallo
2) sembra ti prendano in giro, continuano a dire "Venha ao Pingo Doce de Janeiro a Janeiro, O preço é sempre baixo a loja toda, o ano inteiro" (non credo abbia bisogno di traduzioni) ma ti fanno quel gestaccio che in realtà significa il contrario! In pianura padana si tradurrebbe con un 'Seee, bonanote!!' o con un più loquace 'Credeghe!!!'. Ovviamente i cartelloni che vedete sul camioncino che gira per la città, sono presenti in tutte le fermate della metro, fastidio!!
Vedere per credere!

martedì 20 ottobre 2009

Io ho le orecchie prensili

Ce l'ho fatta! L'ho visto, fotografato, avvicinato e ci ho pure parlato. L'ho ascoltato attentantamente, con orecchie prensili (l'ho rubata a lui questa), ho riso insieme a lui.
Mi ha parlato del suo ultimo libro [Il giorno prima della felicità] che non ho ancora letto, ma sembra interessante da come ne ha parlato e ne ho sentito parlare. Non l'ho preso nemmeno stasera, ogni cosa a tempo debito, nel momento giusto e formato giusto, possibilmente tascabile ed economico :-) .
Il colloquio tra me e lui, perchè si vedeva che stava parlando con me e non con tutti, è stato davvero bello ed emozionante. Non che io sia una sua fan sfegatata, ho letto tre suoi libri in tre momenti diversi della mia vita, una regalato, uno consigliato e uno scelto. Mi sono piaciuti molto e li consiglio pure a voi.
Faceva tenerezza sentirlo parlare, due occhi che trasudano le fatiche del passato, ne hanno viste di cose quegli occhi, di fatiche, di guerre, di miserie. Le sue rughe, cavoli. Le sue rughe erano solchi.
L'ho ascoltato per tutto il tempo e mi sono messa in fila alla fine.
Tutti lì col libro e io, fiera, con la mia moleskine rossa in attesa di una sua dedica, un suo sguardo ,una sua parola. Gliel'ho pure detto di scrivere pure su quella pagina vuota, che tanto avrei strappato per appiccicarla al mio libro preferito, Il contrario di uno.



Da "Il contrario di uno", Erri De Luca.
"Siamo quasi fuori, anche se non si vede la cima. Siamo due; non il doppio ma il contrario di uno e della sua solitudine sufficiente. La corda s’ammucchia sopra i piedi, lei si avvicina e io le guardo il nodo stretto in vita. Non per controllare se è a posto, ma per affetto verso un’alleanza di corda. ‘Che stai guardando?’ dice la sua voce. ‘Guardavo il tuo nodo.’ Se lo controlla: ‘È a posto, no? Si può sapere che pensi?’ ‘Al numero due,’ rispondo."

lunedì 19 ottobre 2009

Erri c'è?

Stasera abbiamo avuto una soffiata. Oddio, niente che nessuno sapesse eh. Però questo proprio ci era sfuggito. Insomma a Lisbona da oggi si apre la IX settimana della lingua italiana nel mondo, perciò ci saranno un sacco di mostre, conferenze e proiezioni di film e documentari vari, incentrati sull'arte, la scienza e la tecnologia. Un nostro amico italiano ci ha scritto dicendoci che mercoledì sera interverrà durante la conferenza di un'amica per parlare delle macchine rinascimetali.
Vabbè insomma, ci ha girato il programma della settimana e scopro che domani sera ci sarà Erri De Luca per presentare il suo ultimo libro in uscita in questi giorni in Portogallo. Coooosa??? Beh in Italia non sono mai riuscita a vederlo, non me lo posso perdere. Vado a vedere sul sito per maggiori dettagli e trovo:

Data: segunda-feira, 19 de outubro de 2009
Horários: 19h00
[cioè OGGI]

Guardo il programma, e lì c'è scritto:

Data: 3ª feira , 20 de outubro de 2009
Horários: 19h00
[ovvero DOMANI]

Grrrrrrrrrrrrrr!!! che fastidio! Forse l'Istituto Italiano di Cultura, per dare maggiore credibilità, lo ha fatto apposta, penso, a mettere due date diverse. Noi italiani siamo famosi per essere un pò casinari, no?
Chiamiamo, giusto per non fare strada per nulla, e ci dicono "Erri De Luca?Si stasera!".
Ok partiamo in fretta e furia perchè manca davvero poco, arriviamo e che cacchio..troviamo una platea con età media da casa di riposo, una telecamera, un paio di vecchietti che parlano italiano con un accento indefinibile ma molto forte (capisco solo la parola Berlusconi, e non scherzo..), e una signorotta che si accinge ad inaugurare l'evento. Inizia scusandosi per la non presenza dell'ambasciatore Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare a causa di un contrattempo e ricorda a tutti di non perdersi assolutamente la serata successiva per la presenza dello scrittore Erri De Luca! E beh, talmente imperdibile che IO sono venuta ADDIRITTURA un giorno prima!
Che sia stato un tranello per attirare qualche persona in più all'inaugurazione? mah...a me il dubbio rimane..
Ad ogni modo, io domani sera ci sarò, se passate da quelle parti fate un fischio.

domenica 18 ottobre 2009

In una calda giornata di metà ottobre..

..i nostri eroi si sono avventurati alla ricerca di uno dei paradisi nascosti della costa portoghese per passare qualche ora piacevole di relax in spiaggia, vista la favolosa temperatura di 28 gradi . Quattro iraniani, due italiani, tre GPS e la sicurezza del 'tanto la tecnologia ci aiuterà'. Tutti li avevano avvertiti dicendo che la strada sarebbe stata impervia ma che ne valeva davvero la pena di arrivare in quel posto sconosciuto e lontano da tutti, con sabbia bianca e oceano di un colore fanstastico.. 'Beh impervia cosa vorrà dire? ci sarà un pò da sgambettare, magari si dovrà camminare sullo sterrato. Poi voglio dire, noi siamo abituati ai sentieri Dolomitici, quindi non c'è timore!', pensarono..certo non sapevano che quelle parole in realtà significasse molte cose..





Dopo una camminata di mezzora su sterrato in salita, di circa 40 gradi, la strada svanisce. Non ci sono vie di campo, nè stradine nascoste, nè cartelli, il nulla. I signori GPS, come nelle migliori trame horror hollywoodiane, non ne volevano proprio sapere di prendere segnale. E così gli eroi cominciarono a scendere, ed ad un certo punto videro un misterioso sentiero nascosto in mezzo ai rovi. La tentazione vinse e vi si intrufolarono nella speranza di poi poterne pure uscire.
La strada si fece sempre più stretta, i rami sempre più taglienti e il sentiero, in discesa, sempre più rovinoso e scivoloso a causa di terra secca, sassi e radici d'albero. Alcuni pezzi si poterono superare solo poggiando letteralmente il sedere a terra, e buttandosi da gradini naturali di mezzo metro. Ogni tanto qui è lì spuntavano segnali del passaggio di altri avventurieri (lattine di birra e bottiglie di plastica), messi lì forse per segnare la strada per poter uscire da quella foresta, mica come pollicino che mise pezzi di pane mangiati poi dagli uccelini! sono stati intelligenti, la plastica gli avrebbe consentito di tornar fuori anche a distanza di millenni. Dopo 40 minuti di cammino, qualche rovinosa caduta, anni di vita persi, gli eroi arrivarono finalmente al paradiso tanto sognato..








e che dire, ne è valsa davvero la pena!!